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SIR THOMAS MORE
Il primato della verità sul potere


marston
In 2002, after a conversion from evangelical Protestantism to Eastern Orthodoxy in 1999, I felt an inner calling to carve Byzantine icons from wood , but not to paint icons.  I had never carved wood before, and I began in a modest way, and found that I had an aptitude for the medium.  Iconography as a medium of art is for the redemption of art.  In my modern American world art is too often an artistic 'selfie',  and reveals nothing of the content of reality or of truth, or really, of beauty.  As a young man I had shown some aptitude for art and impressed some people, but the things I did always left me empty, and my motivations were always to gain the praise of people, and that made me sick.  So, I never developed my art in any serious way.  It also reflected an implied theological conundrum.  If spiritual reality could only be revealed through propositions in Scripture, then there was no possibility that art could be a medium of revealing truth, and so could only be considered idolatrous.  But the theological shift from evangelical Protestantism to Orthodoxy involved a change in what revelation was and is, and how we may experience God.  This theological shift is embodied in the place of icons in Greek Orthodox Catholicism. Icons are windows into heaven, and are believed to be another form of Scripture, and Scripture another form of icon.  Scripture is perceived as a verbal icon, and icons are consider painted Word of God.   In Orthodoxy revelation is not a creature, such as a formal proposition, or an object such as a statue, but is transrational and non-created. Due to the nature of the relationship of the Uncreated to the Created, revelation  may be revealed through matter, through Words, through pictures- icons.  Hence, the production of icons by carving, is a redemption of art for through the icons, it is possible to reveal the Uncreated, not according to the Essences of the Uncreated but according to their Energies.  In Orthodoxy a distinction is made between the Essence of God which is Unknowable and the ground of His Transcendence, and His Energies, which are knowable and particible, and synonymous with Grace, and Salvation.  So, in the carving of icons, was given me the possibility of the redemption of art.  I live in a small isolated rural community and so I have been self-taught.   In the past year I have produced a couple of carvings more in the Western naturalistic tradition, but with an iconic intent.  The most recent is that of St. Thomas More, a carving that I was led to do and give to Justice Antonin Scalia of the U.S. Supreme Court just prior to their deliberations on the issue of changing the Traditional definition of marriage by a political means.  It was meant to encourage him as a Catholic Christian in begin faithful to Nature and the Nature's God.  Orthodox iconography follows the firm guidelines of the canons of the Undivided Orthodox and Catholic Church which opposed 3D sculpture on grounds that it too closely resembled the prohibited graven images of the Old Testament.  Orthodox icons reflect a particular view of salvation.  Salvation is the transfiguration of our nature, so that it becomes uncreated.  As many of the Fathers have said, 'God became a man that we might become god.'  Salvation in Orthodoxy is not the perfection of nature, as is implied in the naturalistic Christian art that emerged in the West at the time of the Renaissance.   In the canons of the Undivided Church, depiction of the Father is never permitted, because we have never seen a similitude of the Father.   The perspective in Orthodox icons is often reversed with the vanishing point being at the viewer, causing us to gaze on the greater reality within the icon.  In figures, none but apostates or devils are seen in profile, the eyes and ears are larger than in life, the mouth smaller.  The sensual elements are muted or blunted as there will be neither male or female in heaven but we shall be as the angels.  The absence of smiles on the figures, beckons to the deeper Inner Stillness of Hesychastic contemplative prayer.   My early experience of icons was quite creation-bound.  They were simply unusual, yet intriguing and beckoning paintings or carvings.  As time went on, particular icons drew my attention, and began to be a "Word of God" to me.  After a greater lenght of time,  the Light of God that cannot be seen but can be seen began to be apparent through them and in the presence of them, and the presence of the great Cloud of Witnesses the Saints, began to express itself with greater and greater reality.  Uncreated Grace began to express itself with more and more depth and wonder. 
Nel2002,dopo la conversione dal protestantesimoevangelico all'ortodossia orientale nel 1999, misono sentito una vocazione interiorea intagliare icone bizantine di legno, ma nondipingere icone. Non avevo maiscolpito il legno prima, e ho iniziato inun modo modestoscoprendo presto che avevo un attitudine per la tecnica.L’Iconografia come mezzo d'arte è laredenzione dell'arte. Nel mondodell’arte moderna  americana l’icona è troppo spesso una 'selfie'artistica, e non rivela nessun contenuto direaltà o di verità, o realmente, di bellezza.Da giovane avevo mostratoqualche attitudine per l'artee dipinto alcune persone, ma le cose che ho fattomi hanno lasciato sempre un vuoto,giacchè le mie motivazioni erano finalizzatesempre ad ottenere la lode di persone, cosa che non mi hafatto certamente bene.Si può direche non ho mai sviluppato la mia arte in modo serio. Essa riflette anche un enigmateologico implicito. Se la realtà spirituale potrebbe essere rivelata soloattraverso proposizioni nella Scrittura, allora non vi era alcuna possibilità chel'arte potesse essere un mezzo di verità che rivela, e quindi non poteva che essereconsiderata idolatra.Ma il passaggio dal protestantesimo evangelico teologico all’Ortodossiaha comportato in me un cambiamento dipensiero in ciò che la rivelazione era ed è, e come possiamosperimentare Dio.Questocambiamentoteologico si concretizza nelle icone del cattolicesimo greco-ortodosso.Le icone sono finestre nel cielo, e si ritieneche siano un'altra forma dellaScrittura, e la Scrittura un'altraforma di icona. La Scritturaè percepita come un'icona verbale, e le icone sonoconsiderate dipinti della Parola di Dio.Nell'Ortodossia la rivelazione nonè una creatura, come una proposizioneformale o unoggetto come una statua, maè transrazionale enon creato. Acausa della natura del rapporto dell'Increatocol Creato la rivelazione può essere rivelata attraverso la materia,attraverso le parole, attraverso le icone dipinte.Quindi, la produzione di icone intagliatenel legno, è una redenzione per l’arte delle icone, tramite essa è possibile rivelare l'Increato. Nell'Ortodossiaviene fatta una distinzione tral'essenza di Dio che è inconoscibilee il terreno della sua trascendenza,che è conoscibile, ed è sinonimo diGrazia e di Salvezza.Iovivo inuna piccola comunità rurale isolata esono un’autodidatta. L'anno scorsoho prodotto un paio di sculture più nellatradizione naturalistica occidentale,ma con un intentoiconico. La più recenteè quella di San TommasoMoro, una scultura che sonostato spinto a realizzare e a donare a AntoninScalia della Corte Suprema degliStati Uniti poco prima della deliberazionesulla questione delle modifiche delladefinizione tradizionale dimatrimonio attraverso la legge. È statapensata per incoraggiarlo comecristiano cattolico a restare fedelealla Natura e alla Natura di Dio.L’Iconografia ortodossa segue le linee guida dei canoni della Chiesa indivisa ortodossa e cattolica, che si opponevano alla scultura 3D per il fatto cheerano troppo vicine a quelle delleimmagini scolpite proibite dal Vecchio Testamento. Le Icone ortodosse riflettono una particolare visione della salvezza.La salvezza è la trasfigurazione della nostra natura, in modo che diventiincreata. Come molti dei Padri hanno detto: “Diosi è fatto uomo perché noi diventassimoDio”. La salvezza nell’ Ortodossia non è la perfezione della natura,come è implicito nell'artecristiana naturalistica emersa in Occidente altempo del Rinascimento. Neicanoni della Chiesa indivisa, la raffigurazione del Padre non è mai permessa, perchénon abbiamo mai visto una similitudine del Padre.Laprospettivadelle icone ortodosse è spesso invertita conil punto di fuga poiché lo spettatoreviene posto a contemplare larealtà più grande all'interno dell'icona.Per questo gli elementi sensuali sono eliminati o smussati,così come non ci sarà né maschio nè femmina in cielo masaremo tutti come angeli. L'assenza di sorrisisugli elementi, fa cenno alla Quieteprofonda interna della preghiera contemplativa esicasta.Lamiaprima esperienza di icone era piuttosto una sorta di creazione legatura. Erano pitture o sculture semplicemente inusuali e intriganti. Col passare del tempo, le vere icone hanno attirato la mia attenzionee hanno cominciato ad essere una "Parola di Dio" per me. Dopo un certo tempola Luce di Dio che non si vede, ma può essere vista ha cominciato ad essere evidente attraverso di loro e in presenza di loro, e la presenza della grande nube di testimoniche sono i Santi, hanno cominciato ad esprimersi con maggiore realtà. La Grazia Increata ha cominciato adesprimersi con sempre maggioreprofondità e meraviglia.Io faccio profondirilievi nel legno scolpito. Uso il tiglio noto anche come Linden. Sono statoispirato sia dalle icone russe in bronzo fuso che i poveri della Russiatradizionalmente avevano in loro possesso e anche dagli avori bizantini. Leicone sono preghiere intagliate. Esse vengono scolpite mentre si dice laPreghiera di Gesù: "Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore".La scultura nel legno richiede che io sia nella pace del Signore e la scultura deveessere qualcosa che viene commissionata dallo Spirito Santo. Imieiutensili preferiti per le sculture in legno sono fatte da FlexCut.
Opera di Ben Marston
ozarkdox@hotmail.com
woodcarvingben.wordpress.com

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